La cultura come antidoto al degrado. I Sassi, ridotti nel passato a termitaio abbandonato, sono oggi il simbolo di appartenenza che ha dato ai cittadini il senso di una missione: riconquistare l’amore dei giovani e la dignità rimossa
Caro Schiavi, si parla spesso del Sud come di un territorio da salvare, più raramente come di un luogo capace di generare futuro. Eppure sull’ultimo numero di Scarp de’ tenis leggo di questa bella esperienza di Morano Calabro, In-chiostro Vivo, che trasforma ragazzi in giovani narratori del proprio borgo. Dimostrando, in sostanza, che il Mezzogiorno possiede già gli strumenti per la propria riconversione: conoscenza, creatività, senso di appartenenza. Raccontare un territorio alla fine significa restituire valore a luoghi troppo a lungo descritti solo attraverso le loro fragilità.
Il Sud Italia non ha bisogno di essere imitazione di altro, ma di riconoscere e mettere in circolo
le proprie energie migliori, a partire dai giovani. Che ne pensa? Maurizio Corvi, Monza
Caro Corvi, potrei aggiungere a In-chiostro Vivo di Morano Calabro, un’altra riuscita esperienza, quella di don Antonio Loffredo e dei ragazzi del rione Sanità che hanno fatto rinascere le catacombe di Napoli, a dimostrazione che i miracoli non li fa soltanto San Gennaro.
O ancora, penso alla rivoluzione civile ispirata a Caserta dal Vescovo Nogaro, che ha interrotto la narrazione negativa sulla terra dei fuochi e fatto nascere il premio Buone Notizie.
Quello che però mi appare straordinario è ciò che è successo in questi anni a Matera, dove la vergogna è stata ribaltata con la forza della civiltà che al Sud, quando si mette in moto, è l’antidoto per ogni degrado. Ne ho parlato con l’ex sindaco, Raffaello De Ruggieri, un novantenne con i neuroni vulcanici, tra i protagonisti del recupero storico, urbanistico e umano che ha portato la città a diventare capitale della cultura nel 2019.
I Sassi di Matera, ridotti a termitaio abbandonato dopo la deportazione della popolazione negli anni Cinquanta, quando la miseria ne aveva fatto il paesaggio della vergogna, sono diventati il simbolo di una nuova appartenenza che ha dato ai cittadini il senso di una missione: quella di riconquistare l’amore dei giovani e la dignità rimossa.
De Ruggieri è un avvocato di nobile eloquenza, intorno a lui si è creato un gruppo di amici che fanno capo alla Fondazione Zetema, che gestisce le visite alla Cripta del Peccato Originale, luogo mistico e senza tempo con affreschi del IX secolo. «Ci sono due temibili abbandoni – spiega – una città che muore per sostituzione e una cultura che scompare per oblio». I Sassi di Matera oggi sono una cosa viva, una bella risposta al futuro di quel Sud che non è una seconda Italia, ma un unico Paese.




