Nel 2024 gli italiani hanno speso circa 160 miliardi di euro in giochi d’azzardo. Una cifra che fotografa un fenomeno radicato e sempre più in espansione. Più di 50 tipi di lotterie istantanee, oltre 300 mila slot machine diffuse sul territorio, la possibilità di scommettere ogni giorno su migliaia di eventi sportivi, reali e virtuali. Le occasioni per giocare sono ovunque, come raccontiamo nel servizio di copertina.
Dietro queste cifre incredibili
si nasconde il lato oscuro della dipendenza patologica dal gioco. Secondo le stime più recenti, sono più
di un milione e mezzo gli italiani con comportamenti problematici legati al gioco. Si comincia per noia o per tentare la fortuna, attratti dal jackpot. E facilmente si entra in un meccanismo che genera isolamento, dipendenza, depressione. Una trappola. E attenzione, le possibilità per scommettere sono ovunque, spesso mascherate da intrattenimento. Pensate ai pacchi della sera, prima del Tg. L’azzardo, il profumo dei soldi, il miraggio di una vincita facile e milionaria.
Nel giornale raccontiamo la storia di Rosanna e suo marito, da mani nei capelli. Al nostro Paolo Brivio, che l’ha incontrata, dice: «In certi momenti vorrei vedere mio marito morto». è una storia di milioni di euro giocati e persi. Di debiti sconsiderati. Di interdizioni da 12 casinò italiani, sloveni e croati. Di password carpite e autoesclusioni da piattaforme di gioco italiane. Di fallimenti di aziende e detenzioni domiciliari. Una storia – e questo aspetto la rende ancora più angosciante – di dipendenza trasmessa ai propri figli.
Serve allora un cambio di passo deciso. Dietro ai numeri, ci sono le persone. Che rischiano di perdere tutto e di perdere loro stessi. Volti e vite bruciate. In nome del jackpot.




