Cambio Campo

Facebook
Twitter

Negli ultimi anni il settore agricolo italiano ha dovuto fare i conti con ondate di calore sempre più intense, siccità prolungate, grandinate, gelate tardive e alluvioni. «L’aumento delle temperature è un problema, non un’opportunità – avverte Coldiretti – :  adattamento non significa semplicemente dire agli agricoltori di coltivare il mango». Dario Padovan, sociologo del cambiamento climatico all’Università di Torino: «Se tali mutamenti ridurranno la fertilità dei suoli, avremo minore disponibilità di cibo e aumento dei prezzi» 

Se fino a pochi anni fa le aziende agricole che coltivavano avocado in Sicilia erano una novità, oggi trovare banane, mango e frutto della passione “made in Sud Italia” è molto più frequente. Ma non è l’unico segnale. Mentre Puglia e Sicilia faticano a mantenere la coltivazione di pomodori a causa delle siccità prolungate, il grosso della produzione nazionale viene dalla Pianura Padana: non solo dalla storica Emilia-Romagna, ma sempre più a nord, coinvolgendo Lombardia e persino Veneto. 

L’olio, in alcune zone del Nord particolarmente temperate, si è sempre fatto, ma ora le sperimentazioni stanno prendendo piede in Valtellina, in Alto Adige, in Friuli. E il vino? Con il caldo il prodotto è più dolce e alcolico, un bel guaio per chi non riesce a rispettare i rigidi disciplinari, e bisogna allora impiantare le vigne più in alto, più al fresco.

Il clima che cambia sta modificando l’agricoltura italiana: aumentano le temperature, gli eventi estremi sono sempre più frequenti, l’acqua disponibile diminuisce. Negli ultimi anni il settore agricolo italiano ha dovuto fare i conti con ondate di calore sempre più intense, siccità prolungate, grandinate improvvise, gelate tardive e alluvioni. 

Secondo i dati di Coldiretti, tra il 2022 e il 2026 i danni causati dal clima all’agricoltura hanno superato i 20 miliardi di euro. Angelo Gentili, responsabile nazionale Agricoltura di Legambiente, ricorda che «solo negli ultimi dieci anni si sono registrati circa 184 eventi meteo estremi che hanno colpito il settore agricolo italiano, 117 dei quali si sono concentrati negli ultimi tre anni. Le perdite della produzione possono oscillare tra il 40 e il 60%, fino ad arrivare all’80% ».

Uno dei problemi più evidenti è l’innalzamento delle temperature che modifica i cicli produttivi e altera le caratteristiche delle colture. Nel caso del vino, per esempio, il caldo sta aumentando il grado zuccherino dell’uva e anticipando la vendemmia fino a quasi un mese. «Il Chianti che bevevano i nostri nonni non è uguale a quello che beviamo noi, né a quello che berranno i nostri nipoti», osserva Francesco Ciancaleoni dell’area Ambiente e Territorio di Coldiretti. E poi la siccità: in alcune aree persino il grano e l’olivo richiede l’irrigazione artificiale. «Il 41% del valore aggiunto agricolo nazionale proviene da produzioni irrigue, pensare di fare agricoltura di qualità senza acqua è un’illusione».

Adattarsi al nuovo clima

Gli agricoltori, più per sopravvivenza che per innovazione, cercano di adattarsi. E spesso la soluzione è coltivare qualcos’altro. Nel Sud Italia il fenomeno è partito dalla Sicilia dove i primi produttori, invece di puntare sui tradizionali agrumi, hanno provato a coltivar

Leggi di più

Gli ultimi articoli

Gli argomenti più seguiti