Cammini che curano

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Camminare. Per scoprire nuovi luoghi da una prospettiva diversa, per un interesse culturale, per motivi religiosi o spirituali. Ma anche e soprattutto per conoscere meglio se stessi, i propri compagni di cammino e le persone che si incrociano sulla propria strada. Il cammino come terapia. Non è un caso se in alcuni Paesi anglosassoni esiste the green prescription, ricetta con cui il medico indica la camminata come terapia. Nel nostro Paese esistono più di 140 cammini mappati e sono decine le associazioni che organizzano veri e propri percorsi terapeutici: con ragazzi autistici, con non vedenti, con malati psichici o giovani che affrontano un cammino come alternativa al carcere. è la viandanza. Non un semplice trekking ma un vero e proprio viaggio interiore alla riscoperta di se stessi e delle proprie potenzialità. Così i cammini diventano uno strumento di cura di corpo e anima. Viaggio di Scarp tra i viandanti moderni

C’è chi cammina per affrontare una sfida, per mettersi alla prova, chi per ritrovare se stesso nei propri pensieri, un passo dopo l’altro, chilometro dopo chilometro. Chi per condividere un’esperienza profonda con qualcuno, chi per segnare un cambio di vita, per superare un dramma e ripartire, chi per stare nella natura o per conoscere un territorio in modo lento.
Da alcuni anni il numero degli italiani che scelgono di trascorrere alcuni giorni in cammino, come moderni pellegrini, è in costante crescita, con un boom dopo gli anni del Covid. Secondo una stima di Terre di Mezzo Editore, che da sette anni redige un rapporto annuale, almeno 148 mila persone si sono messe in cammino nel 2023 (nell’anno precedente erano state 123 mila). Contemporaneamente, si moltiplicano gli itinerari possibili: attualmente in Italia ce ne sono circa 140, di cui 73 vie minori all’interno di una singola Regione e 40 cammini interregionali.
Secondo il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, sono considerati cammini gli “itinerari culturali di particolare rilievo europeo o nazionale, percorribili a piedi o con altre forme di mobilità dolce sostenibile, e che rappresentano una modalità di fruizione del patrimonio naturale e culturale diffuso, nonché un’occasione di valorizzazione degli attrattori naturali, culturali e dei territori interessati”. In coerenza con la visione del Consiglio d’Europa, i cammini “attraversano una o più Regioni, possono far parte di tracciati europei, si organizzano intorno a temi di interesse storico, culturale, artistico, religioso o sociale”.
La maggior parte di questi cammini ha origini storiche: ci sono quelli che ripercorrono antiche strade romane, o quelli medievali su cui si costruirono i commerci d’Europa. E ci sono, naturalmente, le vie di fede, quelle percorse per secoli dai pellegrini. Alcuni invece sono nati negli ultimi anni con l’obiettivo di rivitalizzare territori minori, come ad esempio il cammino delle Terre Mutate, nato con l’obiettivo di ricucire le terre dilaniate dal terremoto del 2016 in

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