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Messico ‘68

I guanti, il pugno, la coccarda. Così cambia la storia La foto è famosissima: Olimpiade 1968, Città del Messico. Alla premiazione dei 200 metri sul

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Lilian Thuram

E le battaglie contro tutte le forme di razzismo Dice che di essere nero si è accorto a nove anni. Prima, nella Guadalupa dov’è nato,

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Walter Major Taylor

Il nero volante che batteva i bianchi sulla bici Da molti anni gli atleti di pelle nera gareggiano e spesso dominano, in quasi tutti gli

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Johann Trollmann

Il ballerino del ring sbeffeggiò gli ariani, pagò con la vita Johann Wilhelm Trollmann era chiamato Rukelie, alberello. Forse per via della chioma ricciuta, forse

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Arthur Ashe

Il principe nero del tennis, difensore dei diritti Il primo governatore della Virginia si chiamava Samuel Ashe, il cognome passò a un suo schiavo, di

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Jim Thorpe

L’amerindio di talento. Non era poi così lucente il sentiero Jim Thorpe era un amerindio, un pellerossa se preferite. Nacque in una riserva indiana in

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Yeman Crippa

Una storia dove si include e si somma In atletica, chi dice Etiopia dice Abebe Bikila, due volte vincitore della maratona olimpica (Roma 1960 e

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Jesse Owens e Lutz Long

Berlino 1936. La storia di un’amicizia profonda Il ragazzo bianco e il ragazzo nero si vedono per la prima volta la mattina del 4 agosto

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Alex Schwazer

Il diritto a risollevarsi e ripartire Pochi atleti hanno percorso il tragitto Paradiso-Inferno-Paradiso come Alex Schwazer. Passando per il Purgatorio di una squalifica per doping

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Simone Manuel e Kolin Kaepernick

Brevi storie di razzismo latente Il San Josè Mercury News non fa parte delle mie abituali letture, quindi non posso giudicarne, in assoluto, la serietà.