Chi sono gli agenti ICE Un esercito di soldati finti e violenti

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Renée Good è stata freddata con tre colpi, il giorno dopo l’Epifania, a Minneapolis in Minnesota, da un agente dell’agenzia per l’immigrazione americana. Per la destra era un’agitatrice. Per tutti gli altri è una delle dodici vittime dell’ICE 

Il giorno dopo l’Epifania, a Minneapolis, in Minnesota, Renée Good, 37 anni, mamma di tre bambini, è in macchina con sua moglie. Hanno appena portato i loro figli a scuola e tornando a casa passano per una via della città in cui alcuni agenti ICE (Immigration and Customs Enforcement) sono rimasti bloccati per via della neve. 

Come spesso capita quando questi agenti invadono le città, (quasi sempre in metropoli gestite da sindaci democratici), i cittadini protestano e bussano di casa in casa nelle zone in cui ci sono tanti immigrati senza permesso di soggiorno per offrire fischietti da usare come allarmi per chiudersi in casa. Come spesso capita, e come moltissimi cittadini fanno, fermano la macchina nel mezzo della strada e dicono agli agenti di smetterla di infastidire i cittadini. Niente di più. La signora Good non era una persona particolarmente politicizzata e, come mostra il video, non stava insultando nessuno. Quando due agenti, con il volto coperto, si avvicinano alla macchina per farla scendere, la signora Good procedeva verso casa, uno degli agenti le spara in faccia tre volte e la fredda, proprio come nei film di Tarantino. Dalla destra, Renée Good viene considerata una terrorista e un’agitatrice che ha cercato di investire l’agente che, per legittima difesa, ha sparato. Da tutti gli altri è considerata una delle dodici vittime dell’agenzia dell’immigrazione americana. 

Guardie e detenuti

Ma chi sono questi agenti ICE? Prima di tutto, non sono agenti, come dire, regolari: per arruolarsi basta essere cittadino americano, avere la patente, non aver commesso crimini violenti, avere meno di 37 anni. Di solito, sono persone che amano le armi, che hanno un lavoro saltuario e poco remunerato e vogliono sopraffare sui più deboli. Ricorda molto l’esperimento del 1971 dello psicologo Philip Zimbardo, che scelse delle persone a caso e ad alcune venne chiesto di fare i detenuti e ad altri le guardie e messi in una prigione fittizia. Il risultato fu sorprendente: chi aveva il ruolo di guardia divenne ad un tratto estremamente violento e intransigente nei confronti di chi invece era detenuto. 

50 mila dollari l’anno

Per diventare agenti ICE, bisogna sottoporsi a un training di otto settimane, a differenza, per esempio, di chi vuole diventare poliziotto, che deve fare pratica dalle 12 alle 28 settimane, prima di diventare operativo. 

Un agente ICE guadagna in media cinquantamila dollari l’anno, un salto di qualità per molti candidati. Cosa sono autorizzati a fare? Se hanno dei sospetti fondati su una persona senza permesso di soggiorno, possono prelevarla dalle strade anche senza mandato d’arresto, che serve solo se la persona è in un luogo privato, cioè a casa. Non possono arrestare cittadini americani, anche se ne sono stati arrestati, si pensa, almeno 750 negli ultimi mesi. Chi viene arrestato è portato in uno dei centri di detenzione ICE, spesso sovraffollati, sporchi, con servizi inadeguati, con accessi limitati alle docce. Se feriti, non vengono subito medicati, i farmaci vengono somministrati sporadicamente, le risposte in caso di emergenza sono inadeguate. I detenuti non hanno diritto a un avvocato gratuito e hanno accesso telefonico alle famiglie molto limitato. Spesso i familiari non sanno neanche dove si trova il loro caro. La detenzione varia da una settimana a un anno, a seconda della disponibilità dei giudici. Insomma, un esercito di soldati finti, violenti che indiscriminatamente rovinano la vita di migliaia di famiglie.

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