Clima

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Il mondo è ancora lontanissimo dagli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi

Da oltre dieci anni le Nazioni Unite hanno chiesto ai governi di tutto il mondo di presentare dei programmi ufficiali di riduzione dei gas ad effetto serra. Più ce ne sono, più la Terra si scalda. E questo dipende in larga parte dalle attività dell’uomo. L’appello ha però portato a pochi risultati

La “metrica” dei cambiamenti climatici è piuttosto semplice. Il riscaldamento globale va di pari passo con la presenza di gas ad affetto serra nell’atmosfera. Più ce ne sono, più la Terra si scalda. E questo dipende in larga parte dalle attività dell’uomo, a cominciare dall’uso di combustibili fossili (carbone, petrolio e gas). Proprio per questa ragione, da oltre dieci anni le Nazioni Unite hanno chiesto ai governi di tutto il mondo di presentare dei programmi ufficiali di riduzione di tali gas. Questi documenti prendono il nome di Nationally Determined Contributions (Ndc): in essi, sono dettagliate appunto le azioni che ciascun Paese, o gruppo di Paesi, intende compiere per fare la propria parte nel processo di mitigazione dei cambiamenti climatici, con quali mezzi e quali risultati aspettarsi. 

Dati inquietanti

La prima “ondata” di Ndc fu inviata alla Unfccc (la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si occupa di organizzare le Conferenze mondiali sul clima, le Cop, che si tengono ogni anno) poco prima della Cop21 di Parigi, quella che portò al raggiungimento dell’Accordo che prende il nome della capitale francese. L’Unep, il Programma per l’Ambiente dell’Onu, fu incaricato di calcolare quanto “valessero” tali promesse di riduzione delle emissioni. E il risultato fu inquietante: anche qualora fossero stati tutti rispettati per intero, quegli impegni ci avrebbero portati a circa 3,2 gradi di aumento della temperatura media globale …

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