Scuola di Chicago Capire le città di oggi guardando al passato

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La globalizzazione si può interpretare come una rete che connette le città indipendentemente dalle Nazioni

“La città è uno stato della mente, un corpo di costumi e tradizioni, l’insieme degli atteggiamenti e sentimenti organizzati che permeano tali costumi e si trasmettono attraverso queste tradizioni”.
Questo è l’incipit di Robert Park alla sua opera The City del 1925, caposaldo della letteratura sociologica e manifesto della Scuola di Chicago. A 100 anni dalla sua pubblicazione, l’approccio sociologico al sistema-città appare ancora in grado di fornire gli strumenti concettuali per interpretare realtà urbane e sistemi territoriali profondamente diversi.
In occasione del centenario dell’opera, il dipartimento di Scienze giuridiche e sociali dell’Università G. D’Annunzio di Chieti, con la direzione scientifica del professor Alfredo Agustoni, celebrerà a marzo la Scuola di Chicago con un convegno internazionale, per riflettere sull’evoluzione dei contesti urbani e sull’attualità del pensiero della sociologia urbana che ispirò gli studi di Park e colleghi.


Periferie globali
«Lo scopo dell’iniziativa è mettere al centro l’attualità della lettura delle dinamiche urbane in tali studiosi, recuperando l’approccio…

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