Ogni anno, tra le 321 e le 474 tonnellate di oro artigianale vengono prodotte nei Paesi africani senza che siano in alcun modo dichiarate. E buona parte finisce per essere esportata attraverso canali di contrabbando: solamente nel 2022, ad aver varcato le frontiere di tali Paesi in modo illegale sono stati carichi pari a 435 tonnellate. Il che, al prezzo attuale di 70 dollari all’incirca per un grammo, significa un valore complessivo di 30,45 miliardi di dollari (più o meno quanto mobilitato con la legge di bilancio italiana per il 2024); calcolando il valore di due anni fa, siamo comunque attorno ai 28,3 miliardi.
Le cifre sono state svelate da un’ampia inchiesta dell’organizzazione non governativa Suissaid, contenuta in un rapporto intitolato On the trail of African gold, pubblicato alla fine dello scorso mese di maggio. Dalla ricerca emerge un turbine di mancanze di controlli da parte delle autorità pubbliche, corruzione, finanziamenti di conflitti armati e violazioni dei diritti umani. Oltre ad una non indifferente serie di difficoltà nel reperire dati e risalire alle origini dell’oro incriminato: “Ritracciare i percorsi del metallo prezioso, dall’estrazione fino all’utilizzo finale, non è cosa semplice”, si legge nel documento.
Spesso infatti l’oro “viene venduto, trasportato …





