Ho voluto distinguermi dalla massa diversificando la programmazione e dando spazio anche agli indipendenti
“Chi ha metta e chi non ha prenda”. Era la frase che si trovava scritta accanto ad un cappello nello studio di Giuseppe Moscati a Napoli. Al Santo, vissuto tra il 1880 e il 1927, è intitolato lo studio medico solidale aperto ad Agropoli, alle porte del Cilento. Un’iniziativa partita dalla parrocchia Santa Maria delle Grazie guidata da don Bruno Lancuba. Una risposta concreta alle tante povertà, in primis a quella sanitaria che vede persone con disagio economico sottrarsi a quelle cure mediche spesso intrappolate nelle lunghe liste di attesa del Sistema sanitario nazionale. L’idea di uno studio dove medici volontari potessero tendere la mano ai poveri è di Luigi Mautone. Oculista, in pensione, per anni primario all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania.
«Incontrai per strada una mia ex paziente con un solo occhio. Le chiesi perché non facesse le visite di controllo e mi rispose di essere impossibilitata perché non aveva soldi». Fu in quel momento che Mautone decise che non era possibile che ci fossero persone a cui venissero negate le cure. «Pensai – dice commosso – che i poveri dovessero avere dignità».
Senza perdere tempo, incontra don Bruno Lancuba e gli prospetta l’idea che di fatto si è concretizzata lo scorso 18 dicembre quando il vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania, monsignor Vincenzo Calvosa, i sindaci di Agropoli e di Vallo della Lucania Roberto Mutalipassi e Antonio Sansone, hanno inaugurato nei locali della parrocchia lo studio medico solidale. …




