Enzo Bianchi «L’unica possibilità che abbiamo per combattere la violenza è la parola»

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Non ha dubbi il monaco fondatore di Bose e della fraternità Casa della Madia. C’è troppa superficialità tra chi parla di pace. Serve un’insurrezione non violenta delle coscienze

 «Vergogna! Provo indignazione verso un governo che prevede un aumento dei finanziamenti per l’armamento e il ritorno alla leva militare. Vista la denatalità in atto manderanno i cerbiatti a fare i soldati?». A quasi 83 anni, Enzo Bianchi, monaco fondatore della comunità di Bose e della fraternità di Casa della Madia dove oggi vive con altri quattro fratelli e due sorelle, non ha peli sulla lingua. Uno dei sostantivi che spesso usa è: parresia, la franchezza. A lui non manca.

Credi ancora nella possibilità della pace quando, mentre dialoghiamo, ci sono cinquantasei guerre in corso?

L’unica possibilità che abbiamo per combattere la violenza che è in noi e negli altri, è la parola. Credo alla pace come dono che viene dal Signore, come qualcosa che può essere instaurato, qua e là nel mondo, laddove gli uomini riescono a dialogare, ma non mi illudo che la pace possa essere per l’intera umanità. Siamo tantissime culture, religioni, popoli spesso in ostilità gli uni contro gli altri per il possesso dei territori, delle risorse. Oggi c’è troppa superficialità tra chi parla di pace. Serve un’insurrezione non violenta delle coscienze.

In Italia nel 2026 è previsto un incremento degli investimenti per l’armamento, eppure i nostri governanti si dicono cristiani. 

Sono una vergogna per l’Italia. Ho esultato quando la Conferenza episcopale italiana ha condannato questo riarmo. Solitamente è molto più timida, taciturna. In cuor mio non penso che la maggioranza dei vescovi siano d’accordo con quello che è stato scritto dalla Cei: è la prima volta che con nettezza c’è una chiara presa di posizione della Chiesa contro il riarmo.

In tutta Europa guardano ai giovani pensando al ritorno della leva militare. 

Mi vien da ridere: chi manderanno in guerra? Non ci sono più giovani e tra quelli che conosco neanche uno vorrebbe indossare la divisa. 

So che hai detto che se fossi stato più giovane saresti salito a bordo della Flotilla.

Sì, sarei assolutamente andato perché a Gaza si è consumato un genocidio. È stato necessario anche quel gesto, in parte annullato …

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