Estate rovente Concessioni scadute le spiagge all’asta E c’è chi le libera

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Che estate sarà sulle nostre spiagge? Vista la mancata messa a gara degli stabilimenti balneari e la conseguente sentenza del Consiglio di Stato, è consentito posizionare asciugamano ed ombrellone in qualsiasi spiaggia, anche in quelle attrezzate. Una situazione che rischia però di non portare reali vantaggi

Il mare non bagna Napoli. Così intitolava il libro di Anna Maria Ortese, uscito nell’ormai 1953 che, dopo 71 anni, torna attuale con un piccolo accorgimento. Il mare non bagna l’Italia, a meno che non paghi, s’intende. Questo perché una spiaggia su due in Italia è in mano ai privati. O almeno così era fino a qualche mese fa. Ad oggi la maggioranza delle proroghe risulta scaduta, potremmo quindi non doverci stupire se il lettino su cui pisoliamo in estate venisse preso d’assalto e conquistato.
In attesa di una risoluzione al nodo concessioni, tra Olimpiadi e campionati europei di calcio, elezioni e sveglie all’alba per accaparrarsi un posto nella spiaggia libera, inizia l’estate 2024. La situazione al momento è delicata, instabile e il finale ancora incerto. Rischiano di rimetterci tutti. L’Italia, destinata alle sanzioni Ue per le mancata messa al bando degli stabilimenti, Federbalneari e i gestori delle spiagge, ignari riguardo al futuro e alle sorti dei loro investimenti e noialtri, a caccia di ombrelloni a prezzi ragionevoli o scampoli di spiaggia libera dove appoggiare l’asciugamano. Tutto nasce dalla sentenza dello scorso aprile con cui il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittima la proroga delle concessioni fino a fine 2024 approvata dal Governo Meloni. In virtù di questa sentenza, dunque, l’ultima data valida resta quella del 31 dicembre 2023, la sola proroga consentita è quella tecnica fino al 31 dicembre 2024 per i Comuni che abbiano deliberato di avviare o abbiano già avviato …

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