Tutti contano. Perché nessuno deve essere invisibile. Così la fio.PSD, la federazione che riunisce le organizzazioni che in Italia si occupano di persone senza dimora, nel suo slogan che promuove il terzo grande censimento degli homeless nel nostro Paese. Sapere il numero delle persone in grave emarginazione, come vivono, a quali strutture chiedono aiuto, è importante per poter programmare un sistema di servizi utili ed efficaci, non solo per rispondere all’emergenza del momento, ma ad accompagnare le persone in un percorso di reinserimento sociale

L’illustrazione di copertina e i disegni che compaiono in queste pagine sono tratti dagli “appunti” di Lorenzo Mattotti e raccontano la vita dei senza dimora parigini. Illustratore tra i più importanti della scena mondiale, Mattotti ha firmato, tra le altre, molte cover del New Yorker
Quattrocentoquattordici morti, di cui quasi nessuno s’è accorto. Tante sono le persone senza dimora morte per strada, o in ripari precari, nel 2025. In strada si muore, e si vive anche. Chi siano queste persone e quante siano è difficile dirlo, persino per i servizi che di homeless se ne occupano. Ma anche questi uomini, queste donne contano: Tutti contano. Perché nessuno deve essere invisibile, così sostiene la fio.PSD, la federazione che riunisce le organizzazioni che in Italia si occupano di persone senza dimora, nel suo slogan che promuove la grande operazione di conta che si è svolta nei giorni scorsi, iniziata la notte del 26 gennaio.
Il censimento delle persone senza dimora, organizzata da fio.PSD insieme all’Istat, arriva dopo dodici anni dall’ultima rilevazione simile. Sapere il numero delle persone in grave emarginazione, come vivono, a quali strutture chiedono aiuto è importante quando si vuole programmare in maniera strategica un sistema di servizi utili e efficaci, non solo adatti a rispondere a un’emergenza del momento ma ad accompagnare a un percorso di reinserimento sociale.
Fino a una decina di anni fa le grandi città, a ridosso dell’inverno, mettevano a punto soluzioni straordinarie per l’accoglienza delle persone senzatetto, e anche i giornali parlavano, ogni anno, di emergenza freddo. Oggi la parola emergenza …





