Fiumi di denaro

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Le grandi banche vogliono la catastrofe climatica. In dieci anni hanno finanziato le fonti fossili per oltre 7.900 miliardi di dollari

Il rapporto di un gruppo di ong sul sostegno delle banche private al settore delle fonti fossili, quello cioè maggiormente responsabile delle emissioni di gas ad effetto serra, ci consegna dati inequivocabili: dal 2016 gli istituti di credito hanno garantito al settore un fiume di denaro, migliaia di miliardi di dollari

Ironia della sorte, proprio dalla metà di giugno mentre cominciava la prima ondata di caldo dell’estate, che per giorni e giorni ha soffocato l’Europa intera, un gruppo di organizzazioni non governative pubblicava il rapporto annuale sul sostegno delle banche private al settore delle fonti fossili. Quello cioè maggiormente responsabile delle emissioni di gas ad effetto serra che provoca l’aumento della temperatura media globale e, di conseguenza, gli eventi meteorologici estremi. 

L’analisi in questione si chiama Banking on climate chaos e fornisce un dato inequivocabile: le 65 banche che, in tutto il mondo, hanno contribuito maggiormente a finanziare lo sfruttamento di carbone, petrolio e gas, hanno concesso al settore 7.900 miliardi di dollari in soli nove anni. 

Il rapporto – curato da Rainforest Action Network insieme a Indigenous Environmental Network, BankTrack, Center for Energy Ecology and Development, Oil Change International, Reclaim Finance, Sierra Club e Urgewald – prende infatti in considerazione le linee di credito, sottoscrizioni e acquisti di obbligazioni arrivate dagli istituti di credito a partire dal 2016, ovvero dall’anno successivo rispetto all’approvazione dell’Accordo di Parigi, dopo la ventunesima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite (Cop21). Documento per il quale i Governi di tutto il mondo si sono impegnati a limitare la crescita della temperatura media globale ad un massimo di 2 gradi centigradi, entro la fine del secolo, rispetto ai livelli pre-industriali. Ovvero a prima che l’umanità cominciasse a bruciare in modo massiccio carbone, petrolio e gas per alimentare le proprie produzioni. E rimanendo il più possibile vicini agli 1,5 gradi, come indica lo stesso Accordo. …

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