Fragili, ma occupabili: i dieci anni del Fondo che produce dignità

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Elio, Jean, Daniela, Alessandra, Rapahel, Olabode. Storie di uomini e donne che hanno ritrovato autonomia e piena cittadinanza, grazie al Fondo Diamo Lavoro promosso da Diocesi di Milano insieme con Caritas Ambrosiana

 Elio in Perù lavorava per una banca, Jean in Camerun come meccanico per un noto marchio automobilistico. Entrambi, a un certo punto, hanno visto abbassare le serrande delle rispettive imprese. Ed entrambi, facendo leva su legami famigliari o amicali, hanno scommesso su un futuro in Italia. Senza trovare, sulle prime, grandi opportunità. Ma incrociando, in un secondo tempo, il Fondo Diamo Lavoro gestito, per conto della Diocesi di Milano, da Caritas Ambrosiana. Così hanno visto intrecciarsi i rispettivi destini professionali in una piccola azienda, la Cmz, che a Nova Milanese produce stampi plastici. Oggi costituiscono i due terzi della forza lavoro impiegata da Simone Zappaterra, titolare della microimpresa brianzola.

La storia del piccolo imprenditore e dei due nuovi operai di Nova Milanese rappresenta efficacemente le funzioni che il Fondo Diamo Lavoro si propone di assolvere, e le modalità operative che ha affinato nel tempo. E non è certo l’unica storia di successo che possa vantare.

Oltre a Elio e Jean c’è infatti Daniela (nome di fantasia, come gli altri che seguiranno), che a Sesto San Giovanni vive in una comunità di accoglienza insieme al figlio di 9 anni in seguito all’allontanamento dal marito maltrattante, disoccupata dal 2024 dopo il mancato rinnovo di un contratto, tirocinante da marzo 2025 per un’impresa di pulizie che l’ha assunta dopo 3 mesi. E c’è Alessandra, 28enne che a Quarto Oggiaro, periferia di Milano, dopo aver svolto un percorso di tirocinio in un’agenzia di assicurazioni come segreteria-receptionist ha ottenuto l’assunzione. E ancora c’è Raphael, giovane 24enne del Burkina Faso, residente a Milano, arrivato in Italia nel 2024 come richiedente asilo e tirocinante dal 2025 come operaio-magazziniere in una cooperativa che opera nel settore della sartoria, dalla quale è stato poi assunto. Infine c’è anche Olabode, 40enne nigeriano che vive in un centro di accoglienza per richiedenti asilo, introdotto come tirocinante in un franchising della ristorazione veloce, assunto dal fast food dopo tre mesi.

Strumento principe, i tirocini

In dieci anni di funzionamento, come dimostrano queste e ormai centinaia di altre storie, il Fondo Diamo Lavoro  si è rivelato …

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