«La scherma per chi non vede significa riscatto e inclusione, ora vogliamo le Olimpiadi»
«Tutto si basa sul tatto, sulla lettura dello spazio e dell’avversario percepito tramite il rumore. Normodotati e paralimpici si allenano insieme, creando un ambiente ricco di scambi e crescita»
Sul sito della Conad Scherma Modica, per forza di cose, il curriculum del maestro Giancarlo Puglisi, senza troppi fronzoli, recita così: “Dal 2010 si occupa della scherma paralimpica ed è promotore e responsabile federale per la scherma non vedenti”. In realtà, per capire che la sua attività non si è limitata alla promozione della scherma per non vedenti, ma ne è stata l’origine e la radice, bisogna incontrarne il viso determinato e lo sguardo azzurro e sincero. Con alle spalle numerosi premi nazionali e internazionali e il riconoscimento nel 2022 della Maschera d’onore alla Carriera per la scherma paralimpica, Giancarlo ha dedicato la sua attività sportiva ai colori della Scherma Modica, prima come schermidore e poi come maestro. Animato da un’ambizione: portare in pedana anche chi non vede, trasformando ogni assalto in un dialogo fatto di tatto, coraggio e cuore, inventandosi un percorso fatto di inclusione e innovazione capace di abbattere davvero ogni barriera e regalare a tutti nuove possibilità sportive e di crescita.
Quando hai scoperto la scherma e come sei arrivato a quella paralimpica?
La scherma è entrata nella mia vita da giovane, quando a Modica, la mia città, non era una realtà vincente e rinomata come adesso. Ma è diventata subito una passione travolgente. Ho iniziato a tirare attratto dal fascino di uno sport elegante, intenso e tecnico. Concluso il mio percorso da atleta, nel 2006 mi sono diplomato all’Accademia nazionale di scherma. Insegnare è stato un passo quasi naturale: trasmettere agli altri ciò che avevo imparato era un modo per restituire, ma anche per nutrire la mia passione. A differenza di quanto si creda, è stata la scherma per non vedenti, allora non sperimentata, a farmi diventare maestro di scherma paralimpica.
Merito della tua voglia di metterti in gioco, quindi…
La sfida è partita in maniera casuale, durante una lezione con un’atleta master, ho proposto un esercizio ad occhi chiusi per sviluppare …




