La tv è un mezzo molto pop, deve arrivare alla gente. Il segreto, se c’è, è quello di fare arrivare in modo comprensibile magari anche qualche piccolo valore di civiltà, un modo di vivere quotidiano senza falsità e aperto al prossimo…
Gino Vignali e Michele Mozzati, per tutti Gino & Michele, sono una delle coppie autoriali più longeve e influenti del panorama comico, satirico e letterario italiano. La loro collaborazione inizia negli anni ’70, quando fondano un gruppo di cabaret, I Bachi da sera: esperienza poco memorabile, ma molto formativa, visto che li ha poi portati a spaziare in ogni ambito dell’intrattenimento. La grande notorietà deriva soprattutto da Zelig, locale milanese che ha dato origine a un programma televisivo di enorme successo, diventato il varietà più duraturo della tv nazionale e trampolino per innumerevoli talenti della comicità. La loro attività non si limita alla televisione, dove hanno firmato celebrati programmi.
Un percorso iniziato ad Antenna 3 con Non lo sapessi ma lo so, proseguito poi sui network nazionali con Drive in, Matrjoska, L’Araba fenice, Emilio, Su la testa! e tanti altri, ma include anche film e spettacoli teatrali (spesso legati al gruppo di registi e attori della compagnia del Teatro dell’Elfo, come Gabriele Salvatores, Claudio Bisio e Paolo Rossi). Ad esempio, il maggior successo nel campo dell’home video nazionale, tratto dalla tournée de I Corti di Aldo Giovanni e Giacomo, nasce anche grazie alla loro scrittura. Contemporaneamente, hanno collaborato con importanti testate e riviste (Linus, Corriere della Sera, Il Guerin Sportivo). E chi non ha utilizzato almeno una volta un’agenda Smemoranda, frutto della loro inventiva anche imprenditoriale assieme a Nico Colonna, oppure letto uno dei libri della serie Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano, antologie di battute folgoranti e record di vendite librarie?
Insomma, scrittori a tutto tondo e punto di riferimento per l’umorismo e la satira in Italia, capaci di innovare il linguaggio, non solo comico, su parecchie piattaforme. Storici amici di Scarp, li incontro in vista delle loro prossime avventure televisive e letterarie, per parlare della complessa fase che stanno attraversando la satira e la comicità, non solo nazionale.
Sono stato testimone del vostro primo incontro, nel lontano 1980, col compianto Jannacci: essendo Enzino medesimo il nume tutelare di questa rivista, che prende il nome da un suo storico brano, vorrei che ci raccontaste come nacque un altro suo – ma anche vostro – grande successo (il secondo come numero di dischi venduti, dopo Vengo anch’io), ovvero Ci vuole orecchio…
Gino: Era il 1980, mi pare. Avevamo ideato una trasmissione di satira per Radio Popolare, L’Orecchio (era una presa in giro del quotidiano …




