Guardare il cielo con i piedi per terra e sempre in scarp de’ tenis

Facebook
Twitter

Non sarà un buon anno, per l’Onu attualmente ci sono 28 guerre nel mondo e 117,2 milioni di displaced people, con un pensiero alle donne iraniane e afghane, però bisogna viverlo e cercare di migliorarlo

Si sa, tutto cambia. Le renne volanti sono old style. E forse il signore Santa Claus che ufficialmente vive a Napapiiri, a otto chilometri da Rovaniemi, in Lapponia, con tanto di casella postale non sarà d’accordo. Nei Natali prossimi venturi i regali e anche il panettone arriveranno con i droni. By air. Chissà se trasporteranno anche qualche pasto caldo per chi non ha una casa. E vive outdoor. Lo diciamo in inglese perché per Suella Braverman, (ex)ministra dell’interno britannica, era ora di finirla con quelle persone che vivono in strada “come scelta di vita”. Bé il governo l’ha fatta finita con lei, è stata silurata, oh yes. E poi dicono che Babbo Natale non esiste. Sosteneva (anche) che gli accampamenti degli homeless rovinano l’estetica della città. Guarda tu, chi ci aveva mai pensato allo skyline?
Chi vive senza un riparo è stato un bambino che credeva alle fiabe e oggi, da adulto, cosa chiederebbe all’uomo vestito di rosso? Caro Babbo Natale ti scrivo è a cura di Paolo Brivio mentre Alessandra Retico che su Repubblica segue il grande sport, spiega come le nostre miserabili scarp de’ tenis che una volta non entravano nei salotti, oggi siano diventate alla moda tanto che le disegnano anche i grandi stilisti. I grandi maratoneti invece dopo una corsa le buttano via, perché non più utilizzabili. Todo cambia, appunto.
La foto di copertina di Gabriele Stabile, che ha sempre seguito con passione e compassione le contraddizioni del mondo, è su Milano, Italy, città internazionale a doppia faccia. Poco wonderful. Simbolo di tutte le metropoli che non solo scacciano chi non può, ma che allontanano anche chi non ha abbastanza. Abbiamo voluto fare un giro sulle strade del mondo: Los Angeles-Mosca-New York con i contributi di Niccolò Campriani, tre volte straordinario campione olimpico, che ora lavora all’organizzazione dei Giochi di Los Angeles 2028, di Rosalba Castelletti che per Repubblica segue la Russia, di Gabriele Stabile che in America ha vissuto un’esperienza unica. Ma il mondo è fatto anche di piccoli cuori antichi e così l’indagine sull’impatto dell’economia Bed&Breakfast nella trasformazione dei quartieri bassi di Napoli è firmata da Marta Capuozzo, mentre l’esperienza di integrazione a Camini, borgo del versante ionico, è curata da Jacopo Giuca. Giuseppe Smorto, attento conoscitore della Calabria, racconta la novità di Ace a Pellaro, e questa volta sono buone notizie da benvenuti al Sud. Ci avete fatto caso che ogni volta che si parla di disabilità si sottolinea sempre quello che manca e che la persona non ha più? Non è il caso di Silke Pan, trapezista in sedia a rotelle, che continua ad esibirsi e che Stefania Culurgioni, sempre curiosa delle possibilità che offre la vita, racconta bene. Leggete la storia e scoprirete come l’acrobata svizzera è tornata a fare quello che ama di più: lavorare nel circo.
Senza dimenticare storie e territori. Giulia Ghirardi ci racconta le Cucine Popolari di Bologna, Giorgio Terruzzi parla di Michal e Rim, due madri, una israeliana, l’altra palestinese che marciano unite per la pace, Bianca Stancanelli scrive il ritratto di Palmina Martinelli, barbaramente uccisa nel 1981, infine Marina Viola racconta quante difficoltà vivono ogni giorno gli homeless del Massachusetts. E le banche oggi potrebbero essere più sensibili ai cambiamenti climatici evitando di finanziare chi danneggia la nostra Terra? Se ne occupa l’inserto di economia sociale (curato da Andrea Barolini) perché l’altro uomo con la barba, Karl Marx, qualcosa su come funziona la società l’ha detta. Non smettiamo di guardare dentro casa nostra e anche fuori.
Un grazie a chi forse in un giorno di sbronza (analcolica) mi ha permesso quest’esperienza e agli amici che con generosità hanno collaborato, a tutto lo staff che mi ha accolta e a Gianni Mura che ci ha insegnato a guardare il cielo (senza droni) con i piedi per terra e a nutrirci di tutto e di tutti, senza scartare le ricche materie povere. Non sarà un buon anno, per l’Onu attualmente ci sono 28 guerre nel mondo e 117,2 milioni di displaced people – con un pensiero alle donne iraniane e afghane –, però bisogna viverlo e cercare di migliorarlo. Sempre in scarp de’ tenis, di quelle che ci aiutano a fare strada.

Leggi di più

Gli ultimi articoli

Gli argomenti più seguiti