Come la chiusura dello Stretto che divide la Penisola arabica dall’Iran rischia di affamare il mondo
La narrazione dei media sugli effetti economici legati al conflitto in Medio Oriente si è concentrata sul rischio di penuria di carburanti. Ma c’è un’emergenza ancora più grave legata all’impossibilità di far transitare le navi con i fertilizzanti dirette in Occidente. Un prodotto fondamentale per l’agricoltura
Con la chiusura dello Stretto di Hormuz, il mondo intero si è concentrato sul rischio di penurie di carburanti. È da lì, infatti, che transita circa il 20% del petrolio e del gas commercializzati a livello mondiale. C’è però un’altra emergenza, meno evidenziata dai mezzi d’informazione, ma oggettivamente ancor più grave, legata all’impossibilità di far transitare nel tratto di mare che separa l’Iran dall’Oman un prodotto fondamentale per l’agricoltura di tutto il mondo: i fertilizzanti. Una dinamica per via della quale milioni di persone rischiano la fame.
Ad oggi l’Iran ha imposto infatti una sorta di pedaggio per l’attraversamento dello stretto: ben 2 milioni di dollari a nave, pagabili in yuan (la moneta cinese). Alcune petroliere si sono mosse, poiché i volumi d’affari del settore delle fonti fossili sono tali da permettere l’esborso. Non è così però per altre merci, come appunto nel caso dei fertilizzanti. Da quando gli Stati Uniti e Israele hanno deciso di attaccare la Repubblica Islamica, non una sola nave con a bordo tali prodotti è stata autorizzata a passare. Una destabilizzazione improvvisa e profonda per un settore cruciale per l’alimentazione: e se nel mondo ricco si può pensare di parare il colpo, ciò non vale per le Nazioni più povere e vulnerabili della Terra.
È infatti enorme la quota di fertilizzanti che transita attraverso lo Stretto di Hormuz: ben il 30-35% del totale movimentato in tutto il mondo, compreso un terzo dell’urea. Quest’ultima, assieme a nitrato di calcio, solfato d’ammonio e nitrato d’ammonio, fanno parte dei concimi più diffusi nell’agricoltura convenzionale: da essi dipende strettamente, ad esempio, la produzione di cereali. Di tali prodotti, ben 1,1 milioni di tonnellate risultano attualmente bloccate per via della chiusura del passaggio marittimo.

Prezzi alle stelle
La ragione per la quale è proprio dai Paesi del Golfo che passa una quantità così importante di fertilizzanti è duplice: in primo luogo, proprio in questi Stati sono presenti importanti fabbriche. È il caso, ad esempio, del Qatar, degli Emirati Arabi Uniti, della Giordania e dello stesso Iran. …




