Il conte Vlad Dall’esoterico all’essoterico 

Facebook
Twitter

Secondo la leggenda Maria Balsa, moglie del nobile Alfonso Ferrillo, nonché presunta figlia del conte Vlad, avrebbe sepolto a Santa Maria la Nova le spoglie del padre

La “peregrinatio” informativa del prof. Giuseppe Reale ci ha introdotto al complesso S. Maria la Nova, insula francescana in centro città. Calpestiamo l’uscio della pavimentazione di listelli d’argilla disposti a spina di pesce accedendo al chiostro, tappezzato nel suo perimetro con affreschi che illustrano la vita di San Giacomo della Marca, un corredo pittorico da salvaguardare, considerando lo stato in cui versa e in quanto criterio di sorpasso dall’estetico all’antropologico, “valore di civiltà” perché “bene culturale”. Dalla conservazione all’uso, dunque, una progressione fruitiva. Il prof. si sofferma tratteggiando la storiografia del santo, chiamato in causa nel concilio di Mantova dal 1459, ad indire una crociata contro i turchi. Personalità indefessa quella del Marca nel realizzare fondazioni e confraternite. Ma è con il medaglione bronzeo regalato dalla comunità rumena che si aprono le danze raffiguranti “Dracula”. Recentemente, infatti, si è appurata una scoperta significativa circa le spoglie del famigerato Vlad, alias Dracula, in un angolo del chiostro minore. Dal 1279 il complesso dell’insula si presenta con una navata centrale, il soffitto “stucchevole” a cassettoni con 46 formelle che sembrano costituire una pinacoteca: Stanzione, Giordano, Caracciolo. 

Allargando lo sguardo, dall’estetico allo storico, il prof. Reale concentra l’informazione sulla temperie ottomana: 1480, battaglia di Otranto, documentata anche dalla filologa Maria Corti nel suo L’ora di tutti. Migliaia di morti, si pensi solo agli 800 di Otranto. Attigua alla navata, il busto del cartaginese (tunisino) Hamid, musulmano che combatté i protestanti delle Fiandre, e che successivamente si convertirà al cristianesimo con l’ausilio dei certosini, e che entrerà nell’ordine francescano assumendo il nome di Carlo d’Austria. Le sue spoglie sono custodite in questa chiesa. L’associazione Oltre il chiostro, che coordina questo progetto culturale, dal 1994 porta avanti “un comune cammino di ricerca della verità”, un “inveniat” per farci ri-trovare quale nesso identitario e dislocato, per renderci partecipi.

Leggi di più

Gli ultimi articoli

Gli argomenti più seguiti