Laura Imai Messina «Fare il giusto, per raccogliere il giusto E rifletto sulla vita»

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Si è innamorata del Giappone all’età di vent’anni. Ora vive là con marito e figli. E scrive. Nell’ultimo romanzo Tutti gli indirizzi perduti racconta delle lettere alla deriva nell’Ufficio postale

Tutti gli indirizzi perduti – di Laura Imai Messina – racconta di un luogo piccolo, con pochi abitanti, che si trova in Giappone. L’isola di Awashima. Qui sopravvive un vecchio Ufficio postale molto speciale. Raccoglie tutta la corrispondenza che, da ogni parte del Giappone e del mondo, viene imbucata: sono lettere che hanno un destinatario, ma non un indirizzo di arrivo. E allora, le lettere giungono ad Awashima, alla deriva appunto. La protagonista del romanzo, Risa, è una giovane che va sulla piccola isola con il desiderio di catalogare – e leggere – le tantissime lettere arrivate all’Ufficio postale.


In giovane età ha scelto il Giappone, dove vive attualmente.
Avevo poco più di 20 anni quando sono arrivata a Tokyo, da Roma. Con una grande valigia color ciliegia e una laurea in lettere. Dovevo restare un anno, ne sono passati ventuno e sono ancora qui. Non avevo la passione del Giappone, da bambina non leggevo manga, non guardavo gli anime. Però mi innamorai della lingua, del giapponese. Ho sempre amato la complessità, misurarmi con qualcosa che non accetta di aprirsi al primo incontro. Iniziai a seguire le lezioni all’università, a Roma. Ma non credevo che mi avrebbe catturata totalmente, come poi è accaduto. Alla fine, come dono di laurea chiesi ai miei genitori di trascorrere un anno in Giappone, per continuare a studiare la lingua. Ora non potrei più fare a meno di questo Paese, c’è mio marito, ci sono i miei figli. Ma è anche questa sensazione di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo.
La protagonista del romanzo, Risa, citando lo scrittore Bobin, dice che i bambini e i matti abitano poeticamente il mondo. E per lei, abitare in Giappone rappresenta la possibilità di abitare poeticamente il mondo?
Sì, è così. Proprio per via di questo ritmo più lento che determina le mie giornate, per questa …

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