Sono entrato a far parte della comunità di Roblox senza pregiudizi, con il solo desiderio di provare a usare uno dei tanti linguaggi che i miei alunni adoperano per parlarsi. Certo, è diverso che andare all’oratorio, che incontrarsi per strada, che recarsi al parchetto, ma il movente non cambia: resta la necessità di stare insieme
«Maestro sei libero mercoledì sera alle 20,30?». Non mi era ancora capitato di avere un invito dai miei alunni a quell’ora. Finora mi era successo di essere interpellato per andare a giocare a pallone dopo il suono della campanella alle quattro del pomeriggio; di partecipare a qualche pizzata; di aver in agenda il classico biglietto per la festa di compleanno. Un appuntamento a quell’ora non mi era mai accaduto. Libero, per fare cosa, dopo il telegiornale? Dopo Striscia? Per giocare a Roblox.
So che molti di voi se sono genitori sanno di che cosa sto parlando, ma gli altri staranno blaterando Ro…ro…cosa? Non potevo dire no. Non potevo non esserci. Quando ho deciso di alzare la mano e dire “presente” ho pensato proprio a don Lorenzo Milani che trascorreva ogni istante della sua giornata con i ragazzi.
A Barbiana la scuola non aveva la campanella ma era vita. Il prete di Lettera a una professoressa conosceva i segreti dei suoi bambini, non perché volesse scrutare nella loro vita, ma perché sapeva quanto fosse importante un occhio vigile, uno sguardo attento.
Roblox è un sistema di creazione di giochi online in cui la maggior parte dei contenuti viene realizzata da creatori di giochi amatoriali rivolti ad una comunità utilizzando strumenti semplici. Questi giochi sono adoperati da bambini di tutto il mondo, spesso online insieme, tramite un’applicazione per telefono o tablet o un browser web.
Roblox riflette il tipo di gioco fantasioso che trovi spesso nel parco giochi. Un bambino ha un’idea su un gioco, altri si uniscono a lui e le regole cambiano lentamente mentre il gruppo decide come divertirsi insieme. I creatori possono aggiornare e adattare rapidamente i loro giochi con Roblox. Questa libreria di giochi in continua evoluzione e in espansione è una parte importante del motivo per cui così tanti stanno giocando con questa piattaforma e come con qualsiasi gioco online, ci sono alcuni pericoli di cui essere consapevoli.
Sono entrato a far parte della comunità di Roblox, tuttavia, senza pregiudizi, senza giudizi ma con il solo desiderio di provare a usare uno dei tanti linguaggi che i miei alunni adoperano per parlarsi, per stare insieme. Certo, è diverso che andare all’oratorio, che incontrarsi per strada, che recarsi al parchetto ma il movente non cambia: resta la necessità, la voglia di stare insieme, di avere un tempo comune, da condividere. Alle 20,30 scatta l’ora X. È come quando – da piccoli – finita la merenda e terminato Bim Bum Bam, eseguita la prima tranche di compiti, ci si vedeva, a primavera, per scorrazzare da una parte all’altra del paese.
Ora grazie all’online ci si vede anche d’inverno, anche quando la stagione non permette di vivere insieme al di là della scuola. È un fare comunità in maniera differente ma è pur sempre un modo per imparare a stare con gli altri, dandosi delle regole, rispettandosi. I miei alunni, quando Green (il mostro verde) cattura uno di loro, per solidarietà, si fanno ammazzare tutti e ricominciano la partita pur di stare insieme. In Roblox scelgono insieme – democraticamente – quale gioco fare e non escludono nessuno.
Ciò che serve a chi insegna è la consapevolezza che occorre essere vigili anche quando si gioca online, che quando un gruppo di bambini ti chiede di giocare a Roblox alle 20,30 del mercoledì è perché è nata una relazione di fiducia che va custodita, curata, presa in carico. Non possiamo voltare le spalle alla realtà dei nostri ragazzi o additarla con i nostri metri di misura ma solo scegliere di essere loro compagni di strada con i nostri strumenti utili, anche quando si gioca a Roblox.





