Con venti album e collaborazioni con i nomi più prestigiosi della scena musicale italiana e internazionale, Mimmo Locasciulli celebra 50 anni di attività artistica. Vincitore del Premio Tenco alla carriera, il cantautore abruzzese ha lanciato il suo ventunesimo album, Dove lo sguardo si perde: una raccolta dei brani più acclamati del suo repertorio riorchestrati con pianoforte, contrabbasso e archi. Nel progetto c’è il brano inedito L’amore dov’è riproposto con un’esecuzione che vede Locasciulli al piano insieme al Quartetto d’archi Pessoa con i quali si era esibito nell’ambito del ricevimento del Premio Tenco. In quell’occasione, il Quartetto Pessoa e il figlio Matteo Locasciulli, hanno suonato gli strumenti del mare costruiti dai detenuti del carcere di Opera, sotto la guida di maestri liutai, con i legni delle barche naufragate dei migranti.
Cinquant’anni di musica. Un nuovo progetto che prende avvio dalla sua Regione, l’Abruzzo. E il recente Premio Tenco. Avrà fatto un bilancio, della sua militanza musicale.
A volte, faccio fatica a credere che sia passato mezzo secolo da quando il Folkstudio inaugurò la propria etichetta discografica pubblicando il mio primissimo album Non rimanere là, nel giugno 1975. Musicalmente sono nato nella seconda metà degli anni Sessanta, con le canzoni di protesta, con il flower power, con il beat, con i Beatles e gli Stones, e poi con la nascita della canzone d’autore, sulle orme degli americani (Dylan) e dei francesi (Brassens). Quelle matrici emergono come un fiume carsico nei miei momenti creativi. Come emergono prepotenti le matrici delle mie origini, della mia adolescenza nella provincia abruzzese, a ridosso del Gran Sasso e della Maiella, con i suoi venti, con le sue stagioni, ognuna con i suoi colori e con i suoi odori, con le giornate scandite dalla scuola, dal biliardo e le carte nei bar, con i primi concertini con la mia band. Più che di militanza parlerei di appartenenza. Mi piace poter dire che le mie canzoni esprimono appartenenza.
Dunque, un bilancio positivo.
Se mi metto a tracciare un bilancio sorrido, perché già da bambino immaginavo che la mia vita sarebbe stata dedicata alla medicina e non avrei mai scommesso su una carriera …




