QuadraCoro La resistenza in musica, per non dimenticare

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Un coro amatoriale di quartiere nato quasi per caso che è poi diventato spazio di aggregazione sociale e offerta di educazione musicale accessibile a tutti. «Tra noi si è creato un senso di appartenenza comune, fondato sulla condivisione di valori»

 «Al Quadraro, la memoria della Resistenza è una cosa seria. Nella “borgata ribelle”, il 17 aprile 1944 i tedeschi attuarono l’operazione Unternehmen Walfisch (operazione Balena) con l’obiettivo di disarticolare quella fitta trama resistenziale soprannominata, dagli stessi nazisti, nido di vespe. Quel giorno, circa mille persone tra uomini e ragazzi, furono deportate nel campo di concentramento e smistamento di Fossoli, e poi tradotte in Germania. Sisto Quaranta, uno dei sopravvissuti, è stato un instancabile testimone di quella vicenda, trasmettendone il ricordo alle generazioni più giovani. Si è spento nel 2017, all’età di 93 anni, dopo una breve malattia. Nel 2024, di fronte alla sua abitazione in via dei Ciceri, è stata incastonata una pietra d’inciampo a perenne ricordo. 

La posa di pietre d’inciampo, gli incontri nelle scuole, trekking urbani e festival che portano la divulgazione storica nelle piazze, nei bar e nelle enoteche del Quadraro e delle borgate limitrofe, sono tutte iniziative di una rete di associazioni che, durante gli ultimi venticinque anni, ha reso la memoria del quartiere che ha resistito all’occupazione nazifascista un ingranaggio collettivo. 

Tra le realtà che contribuiscono a questo percorso, c’è un coro amatoriale di quartiere: il QuadraCoro. La sua avventura è iniziata nell’estate del 2015: un futuro sposo con scarse abilità canore, non vuole rinunciare alla tradizionale serenata da dedicare alla promessa sposa prima delle nozze. Per riuscire nell’impresa chiede aiuto a un amico, il maestro Francesco Giannelli, tenore del coro del Teatro dell’Opera di Roma. 

«Nascosto alla vista della sposa, in prossimità del portone del palazzo in cui abitava, mi esibii con il Cyrano De Bergerac – racconta il maestro Giannelli –. Il mio amico, in piedi sul vano posteriore di un furgoncino, muoveva la bocca e gesticolava, seguendo la mia voce». …

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