Nato 40 anni fa grazie all’iniziativa di Caritas Ambrosiana, alle conferenze di San Vincenzo e ai gruppi di volontariato Vincenziano, il Servizio accoglienza milanese continua ad occuparsi degli ultimi della fila, offrendo ascolto e relazioni
Era il 1984 quando Caritas Ambrosiana, insieme alle conferenze di San Vincenzo e ai gruppi di volontariato Vincenziano, creavano uno spazio d’ascolto, all’epoca unico, per coloro che erano senza dimora e che in generale vivevano una condizione di estrema emarginazione sociale. Nasceva il Sam (Servizio accoglienza milanese).
Il Sam ereditava lo storico servizio della Carità dell’Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Milano collocato prima nella Curia in piazza Fontana 2 (1957-1967), poi trasferito nell’attuale sede di via Bergamini 10 con il nome di Ufficio sociale arcivescovile (1967-1975), per essere infine incorporato nella costituenda Caritas Ambrosiana come il principale Ufficio sociale Caritas (1975-1984).
Da allora la nostra società è cambiata, si è trasformata ed è diventata per molti aspetti sempre più complessa. In questa evoluzione chi resta indietro entra in un vortice di solitudine e di abbandono spesso senza ritorno. Il Sam però è rimasto lì, sempre pronto ad accogliere tutti coloro che in un modo o nell’altro si trovavano, e si trovano oggi, ai margini della società.
Chi si rivolge ai servizi offerti dal Sam?
Prevalentemente uomini provenienti da Milano e dall’hinterland. Nel 2023 per esempio, abbiamo incontrato 335 utenti di cui il 91.6% uomini e l’8.4% donne. Si tratta di persone perlopiù disoccupate da un lungo periodo. Sono maggiorenni che vivono in strada e che hanno sempre alle spalle un vissuto famigliare problematico, caratterizzato dalla rottura dei legami – spiega Dionigi Buonomo, coordinatore del Sam –. Ci sono anche persone che pur …





