Il cambiamento climatico ci riguarda tutti da vicino
C’è qualcosa di strano nel comprare un avocado coltivato in Sicilia. Fino a pochi anni fa era inimmaginabile. Eppure eccolo lì, sugli scaffali, con l’etichetta che indica l’origine. E insieme all’avocado, le banane, il mango, il frutto della passione, che fino a pochi anni fa importavamo da Paesi lontani e ora invece crescono a casa nostra.
Il clima sta ridisegnando l’Italia agricola, e lo fa in silenzio, un raccolto dopo l’altro. è questo il senso del titolo di copertina, Cambio campo.
Al sud, dove per secoli si è coltivato il pomodoro sotto il sole, la siccità prolungata sta rendendo impossibile andare avanti. E così la produzione si sposta a nord, in Pianura Padana, fino in Lombardia, fino in Veneto. L’olio d’oliva si produce in Valtellina e in Alto Adige. Il vino, con le temperature in aumento, diventa più dolce e più alcolico — un problema serio per chi deve rispettare i disciplinari dei grandi marchi — e allora i vignaioli spostano le vigne in altitudine, cercando il fresco che la pianura non dà più.
È una trasformazione profonda, silenziosa, che tocca il lavoro, il reddito, le abitudini di centinaia di migliaia di persone. Gli agricoltori italiani negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con ondate di calore sempre più intense, grandinate improvvise, gelate fuori stagione, alluvioni. Chi lavora la terra lo sa: non c’è più un’annata “normale”. Il cambiamento climatico ci riguarda tutti da vicino. Perché porta con sé conseguenze e cambiamenti profondi.
Nel giornale come sempre trovate tante altre storie. E anche il primo dei racconti che hanno partecipato al nostro concorso letterario. I migliori dieci saranno pubblicati, nei prossimi numeri. E infine, archiviato il numero 300 siamo già proiettati nel futuro. Sempre con tante nuove idee.




