Stato confusionale. Abbiamo perso riferimenti e spiriti guida

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Le bastonate di Trump, le bombe di Putin, i missili di Nethaniau hanno una matrice comune: il disprezzo per le vite degli altri, meglio se sono vite al minimo, segnate dalla povertà

Gentile Schiavi, all’inizio di agosto tutte le cronache giornalistiche, radiofoniche e televisive erano piene di dettagli politici, economici sull’accordo Trump- Unione europea (non mi sento di scrivere Stati Uniti). Tutti a scrivere e a commentare con partigianeria l’esito del risultato ottenuto fra due Stati economicamente ricchi, dove si sono messi assieme questioni (interessi) che riguardano solo i potenti del mondo, compreso l’acquisto delle armi. E i Paesi impoveriti dal sistema, ne cito solo uno, Haiti, con questi accordi sui dazi dei ricchi, che cosa subiranno? Una domanda che nessun giornale, nessun commentatore serale, nessuna tv, privata e/o meloniana, approfondisce. Anche se diventeranno sempre più poveri, che si arrangino. Un bel (cattivo) esempio di informazione e, come oramai si usa dire: i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri.

Elvio Beraldin  Padova

Caro Beraldin,

“Dio è morto, Marx è morto e anch’io non mi sento tanto bene”. Mai come oggi la battuta attribuita a Woody Allen (si troverebbe invece nel teatro dell’assurdo di Eugène Ionesco) sintetizza lo stato confusionale di un mondo che ha perso riferimenti e spiriti guida, un mondo guerrafondaio, attraversato da egoismi e narcisismi, sull’orlo della bancarotta etica, in balia della finanza speculativa.  Le bastonate di Trump, le bombe di Putin, i missili di Nethaniau hanno una matrice comune: il disprezzo per le vite degli altri, meglio se sono vite al minimo, segnate dalla povertà, tagliate fuori dai radar della globalizzazione.  Il presidente americano con il suo fare da bullo sui dazi e non solo, ha ridotto a comparsa Ursula Von der Leyen e con lei l’Europa, incapaci di contrapporre ai continui do ut des una linea di principi non valicabile.  Si valuterà mese dopo mese il peso di questi dazi e la mancanza di contromisure alle violazioni delle leggi internazionali del commercio, ma quel che l’Europa oggi porta a casa è poco o niente, un risultato che allarga ancora di più il fossato tra chi è ricco e chi no.  Quanto alle domande che i giornali dovevano fare e non hanno fatto beh, diciamo che c’è stato un tardivo ravvedimento con le critiche all’accordo, ma non c’è quella complicità che vede lei, caro Beraldin.  Anche la stampa è sotto attacco, ma sono tante le voci dissenzienti che sfidano la ghigliottina di Trump e bucano le maglie della nuova inquisizione. Il tema del mondo a due velocità, dove pochi privilegiati detengono ricchezze e potere, non è silenziato.  Trova un netto contrasto in un altro mondo di cui Scarp è parte integrante: quello del volontariato e della gente perbene che rema ogni giorno con il lavoro e con le idee, e mette le persone al centro, con l’umanità, l’amore per la vita e le storie della vita, contro ogni attacco alle libertà e alla dignità. 

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