Taivè Una sfida tutta nuova per la sartoria sociale

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Taivè, la sartoria avviata nel 2009 con l’obiettivo di reinserire nel mondo del lavoro donne rom (Taivè in lingua rom significa filo) riparte da una nuova sede. E con nuove sfide: oltre ai tradizionali lavori di riparazione, infatti, punta a grandi commesse

È molto più di una semplice sartoria. È un luogo di rinascita, professionale e personale, per molte donne che arrivano da situazioni di difficoltà e che lì si riqualificano imparando un mestiere. Taivè, il negozio di Caritas Ambrosiana nato nel 2009, ha aperto lo scorso 6 dicembre una nuova sede in piazza San Materno 18, angolo via Accademia, nel quartiere Casoretto di Milano e presto avvierà un nuovo laboratorio attrezzato in via Uruguay 37, dove si produrranno gli articoli che saranno poi venduti, appunto, in piazza San Materno. Chiude quindi, dopo 15 anni dall’apertura, la storica sede di via Eugenio Carpi angolo via Wildt, ma solo per consentire al progetto di crescere ancora di più.
«Taivè è la sartoria sociale di Caritas Ambrosiana – racconta la responsabile Maria Squillaci – avviata nel 2009 con l’obiettivo di reinserire lavorativamente donne rom. Taivè infatti in lingua rom significa filo. Nel corso degli anni però il progetto ha seguito un percorso virtuoso e interessante: abbiamo inserito donne con tante fragilità che provengono dal settore servizi sociali del Comune di Milano. In questo momento, per esempio, abbiamo sei sarte che arrivano da Sri Lanka, Angola, Egitto, Pakistan, Afghanistan ma anche dall’Italia». Sono donne tra i 30 e i 50 anni, hanno alle spalle situazioni di grave marginalità, sono riuscite ad uscire dalla costrizione della tratta (la prostituzione forzata), arrivano dai cosiddetti corridoi umanitari (centri di accoglienza per profughi). Alcune di loro nei Paesi di origine facevano già le sarte, altre invece dovevano reinventarsi e hanno cominciato con un tirocinio formativo scoprendo poi che il cucito rientrava nelle loro inclinazioni.
Il progetto è gestito con la cooperativa Vesti Solidale appartenente al Consorzio Farsi Prossimo, attiva dal 1998 sul fronte ambientale e dell’inserimento lavorativo di persone fragili.

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