«Prima di nuovi sacrifici si tassino gli ultra-ricchi». In Francia esplode il dibattito sulla tassa Zucman
Giustizia fiscale, equità sociale. Oltralpe si discute sull’imposta da applicare a chi dispone di patrimoni ingenti. L’idea dell’economista Gabriel Zucman? Chiedere a chi possiede più di 100 milioni di euro un contributo minimo del 2%
Di sacrifici in nome dell’equilibrio di bilancio ne sono stati chiesti moltissimi negli ultimi decenni. In Italia si partì con le manovre finanziarie dei primi anni Novanta, quando la cosiddetta Prima Repubblica stava implodendo, prim’ancora che fossero approvati i celebri parametri di Maastricht fissati per entrare a far parte dell’Eurozona. Successivamente, a fasi alterne, si è chiesto ai cittadini di tirare più e più volte la cinghia. È accaduto in occasione dei cosiddetti aggiustamenti di bilancio.
Ed è successo in modo dirompente dopo il crollo finanziario del 2007-2008 e la conseguente crisi del debito, quando l’austerità draconiana ha rappresentato il denominatore comune delle politiche economiche di tutti i governi occidentali. Ad alcuni Paesi, come nel caso della Grecia, vennero chiesti sacrifici incredibili: durante l’inverno milioni di persone non ebbero neppure il denaro necessario per poter scaldare le proprie case. Tuttavia, negli stessi decenni, la ricchezza complessiva nel mondo è aumentata in modo gigantesco. Senza mai essere equamente distribuita: al contrario, la quota di capitali a disposizione di una microscopica porzione della popolazione mondiale, considerata ultra-ricca, è cresciuta a dismisura.
Giustizia fiscale
Come spiegare questa dinamica, sostanzialmente molto comune in Occidente? Come mai neppure i governi progressisti hanno saputo operare una forma di giustizia fiscale? …




