Usare i muri come tavolozza Nuova vita agli scarti

Facebook
Twitter

Utilizzare l’arte e la cultura come uno strumento di rinascita civile e culturale. L’esempio di Sant’Agata del Bianco ha fatto scuola: le iniziative si moltiplicano

Nella Locride della depressione socio-economica, l’arte e la cultura sono state ampiamente sfruttate come valido strumento di rinascita. Diversi amministratori illuminati, nell’ultimo decennio, hanno puntato molto su rievocazioni storiche ed eventi culturali per il recupero di borghi del tutto abbandonati, ma il pioniere è certamente stato Domenico Stranieri, primo cittadino di Sant’Agata del Bianco, piccolissimo borgo di 550 anime che, a dispetto delle dimensioni modeste, è un concentrato di storia e personalità, come se quei pochi isolati fossero un fertile terreno per l’estro artistico, la passione per la cultura e l’innata genialità dei suoi abitanti.
Ne è un valido esempio Vincenzo Baldissarro, un bracciante agricolo che scolpisce la pietra del suo terreno, creando opere d’arte spontanee.
Le sue sculture includono figure umane e animali, tra cui le Sirene Dormienti, ispirate a un mito locale che racconta come due creature marine, disobbedendo a Poseidone, avrebbero salvato una fanciulla che il dio voleva rapire. Per sfuggire alla sua ira, queste sirene avrebbero risalito la fiumara La Verde, sperando di rifugiarsi nei Giardini di Campolico, dove nessuno le avrebbe potute trovare. Esauste, si sarebbero avvicinate a un palmento scavato nella roccia per poi addormentarsi accanto ad esso, sfiorando l’acqua in cerca di refrigerio. Un dio benevolo, vedendo la loro condizione, le avrebbe dunque trasformate in statue di pietra per ricordare loro il sacrificio per il genere umano.

Leggi di più

Gli ultimi articoli

Gli argomenti più seguiti